Archimede e la nascita dell’Alleanza delle Cooperative Italiane in Toscana

Nel 2013 l’Alleanza delle Cooperative Italiane è diventata una realtà anche in Toscana, unendo le tre centrali cooperative regionali (Confcooperative, Legacoop e Agci) in un’unica associazione di rappresentanza delle imprese cooperative toscane.

Archimede ha contribuito attivamente alla campagna Stesso valore, che ha coinvolto le cooperative toscane, non solo sociali, nella promozione dell’assemblea fondativa dell’Alleanza, che si è tenuta il 6 ottobre 2013 nel parco fiorentino delle Cascine.

Ecco l’intervista rilasciata dalla nostra presidente, Verusca Valdambrini, in occasione della campagna.

Di che cosa si occupa la cooperativa Archimede?

“Archimede è una cooperativa sociale che offre opportunità di lavoro a persone che vivono in situazioni di disagio…In pratica, cerchiamo di dare una possibilità a chi non ce l’ha”

In quali aspetti della sua gestione/attività si ritrovano i valori cooperativi?

“Nella nostra cooperativa le persone e il territorio sono una priorità: ci impegniamo perchè i soci siano protagonisti delle scelte e perchè lo sviluppo sia sempre sostenibile”

Come consideri l’Alleanza? A cosa porterà secondo te?

“L’Alleanza dà finalmente concretezza a quell’idea di coesione che è presente in tutto il mondo cooperativo. Spero si inneschi un rilancio imprenditoriale e si trovino nuove sinergia, anche per affrontare al meglio un mercato in continua evoluzione”.

Parlaci delle persone che lavorano nella cooperativa. Quanto conta il fattore umano?

“Nel lavoro il fattore umano non è mai abbastanza! Le persone sono il nostro capitale più importante…”

Cosa ti piace del tuo lavoro?

“Amo il mio lavoro perchè mi fa sentire un cittadino che partecipa con responsabilità alla costruzione di una società più giusta, che non lascia indietro nessuno.
L’impresa sociale di inserimento lavorativo è un’utopia che si realizza. E io sono contenta di farne parte!”

Storia di un Altalena. Quando il tessuto territoriale funziona…

Venerdì 7 febbraio è stato inaugurato il giardino Caterina de’ Medici, all’incrocio fra viale Guidoni e via Barsanti, e con esso la prima altalena per disabili della provincia di Firenze.

L’istallazione nasce da un progetto che ha visto la collaborazione di molti attori del territorio fiorentino: cittadini, imprese, politica e apparato tecnico.

Justine Agnelli è un operatore sociale che per andare al centro per persone disabili dove lavora, passa tutti i giorni di fronte al giardino: vede gli operai che ontano i giochi per i bambini e si chiede come si sentirebbe uno dei suoi ragazzi a dondolarsi nell’aria, ad entrare in quello spazio e sapere che è stato pensato anche per lui, che non lo esclude ma anzi lo invita a giocare con gli altri coetanei del quartiere. Forse la maggior parte dei cittadini avrebbe chiuso il sogno in un cassetto, ma con la responsabilità di chi sa che l’attenzione all’altro non ha un orario di ufficio, Justine inizia a chiamare il Comune e parla della sua idea ad amici e conoscenti. Per caso, ne parla con noi di Archimede e l’idea prende corpo… e ci mettiamo a cercare un costruttore che possa collaborare alla realizzazione del progetto e incontriamo Andrea Castellano, giovane responsabile dell’impresa Green Arreda, che ha progettato e realizzato un’altalena per bambini disabili, studiata nei minimi dettagli per la loro sicurezza e il loro divertimento. E così, con il coinvolgimenti dell’Assessorato al Sociale e dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Firenze, Palazzo Vecchio diventa la fucina di un modo nuovo di pensare ai giardini a Firenze, un modo che d’ora in poi sarà ancora più attento ai suoi abitanti!!!

Cambiare un progetto in corso d’opera inserendo un arredo non previsto non è stato facile, ma i professionisti dell’ufficio tecnico hanno mostrato tutta la propria collaborazione per studiarne la migliore collocazione affinché il gioco fosse integrato con gli altri, in un luogo accessibile e peculiare del giardino. Non solo: la limitatezza delle risorse per i continui tagli subiti dai bilanci dell’Amministrazione comunale pongono un altro ostacolo, ma anche questo non scoraggia dall’idea di costruire una Firenze che accolga ogni cittadino con le sue peculiarità. Green Arreda si offre di donare l’Altalena e supervisionare l’istallazione, la cooperativa Archimede mette a disposizione i propri operatori, che hanno la possibilità di aiutare mentre sono aiutati,  l’amministrazione propone di collocare l’iniziativa all’interno del Fiorino Solidale (un’onorificenza che premia soggetti privati, le aziende, le associazioni, o i singoli cittadini che vogliono contribuire allo sviluppo e al sostegno sociale della comunità), l’Ufficio Tecnico destina il suo staff per le rifiniture dei lavori… E così da un piccolo seme, da una speranza, si sviluppa un’azione concreta, una collaborazione virtuosa, uno stimolo a pensare che ognuno di noi costruisce la propria città ogni giorno a partire dalle piccole scelte quotidiane, un esempio di cittadinanza che fa di Firenze una delle più importanti capitali europee che si distingue non solo per la sua portata artistica ma anche culturale e umana!

Laboratorio Spazio

Laboratorio Spazio

Laboratorio Spazio: il gruppo di lavoro

Il Progetto “Laboratorio Spazio” nasce nel Giugno 2002 dalla collaborazione tra l’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti Zona Mugello e la cooperativa Archimede per rispondere al disagio psichico e alla difficoltà delle persone affette da tale patologia di vivere una serena realtà sociale e lavorativa.

Ai partecipanti viene erogato un incentivo monetario, il “salario terapeutico”, come elemento di vicinanza alla vita lavorativa, commisurato agli indicatori del progetto educativo ed elaborato ad hoc per questa esperienza in collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali.

Il Laboratorio ha rappresentato un’esperienza esemplare e innovativa in ambito regionale per molteplici aspetti:

  • Per la lungimiranza della l’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti Zona Mugello che ha riconosciuto il valore terapeutico e riabilitativo del lavoro e ha pensato al futuro del paziente una volta uscito parzialmente o completamente dal trattamento sanitario
  • Per la partecipazione sintonica di tutte le Istituzioni del Territorio Per la progettazione congiunta e dialettica tra un Ente Pubblico e un Ente Privato
  • Per la caratteristica dell’intervento, collocato come ponte tra lo status di “paziente” e quello di “lavoratore”
  • Per la realizzazione di uno strumento contrattuale non previsto, atto a riconoscere il valore economico dell’attività terapeutica svolta dai partecipanti
  • Per il lavoro congiunto operato in maniera interdisciplinare dalla Provincia di Firenze, Conferenza socio-sanitaria dei Sindaci del Mugello, Comunità Montana del Mugello, Azienda Sanitaria 10 di Firenze Zona Mugello
  • Per la sensibilità e interesse delle Imprese Profit a una modalità professionale e non assistenzialistica di approccio al disagio

Gli esiti del progetto sono positivi sia in termini di risultati sulle persone (diminuzione delle ricadute, collocazioni lavorative ai sensi della 381/91, benessere psicofisico accertato dal terapeuta), sia in termini economici (oltre 10 imprese servite, un volume di attività tendenzialmente in aumento, richieste di fornitura da parte di nuove imprese).

Data l’importanza riconosciuta dell’esperienza e la validità dei risultati ottenuti, il progetto è stato inserito nel Piano Sociale di Zona della Società della Salute Zona Mugello con delibera n. 39 del 27/12/2010.